ORIENTATI al BENESSERE - Parte Seconda



ORIENTATI al BENESSERE

a cura 
di
Fabrizio Bortolon

Parte Seconda 
(V. anche Introduzione http://fbwellnessblog.blogspot.it/2013/11/orientati-al-benessere-introduzione.html)
(V. anche Presentazione http://fbwellnessblog.blogspot.it/2013/11/orientati-al-benessere-presentazione.html)
(V. anche Prima Parte http://fbwellnessblog.blogspot.it/2013/11/orientati-al-benessere-parte-prima.html)

LA FUNZIONE dell'ALIMENTAZIONE. Come indicato nel'Introduzione, ciò che qui è scritto, rappresenta solo un mio personale tentativo d'analisi del lungimirante testo di Pilzer. Per questo ciò che sarà trattato ora, sotto il titolo "Parte Seconda", nel libro di Pilzer, lo si trova sia nel Capitolo 3, sia nell'Appendice A. Quest'ordine viene qui proposto per il fatto che, l'argomento esposto da Pilzer, è, a mio avviso, di primaria importanza sia a livello personale, sia professionale.

Pilzer dice che nel Giardino dell’Eden, seguendo quello che ci racconta la Bibbia, c’era abbondanza di cibo. Genesi 2.9 <<E il signore Iddio fece germogliar dalla terra ogni sorta d’alberi piacevoli a riguardare e buoni da mangiare; e l’albero della vita in mezzo del giardino; e l’albero della conoscenza del bene e del male>>. Poi, Eva mangiò la mela, la Terra fu maledetta e avrebbe dato i suoi frutti solo con il duro lavoro dell’uomo. Da quel momento in poi la ricerca del cibo ha iniziato a dominare le nostre vite. 

Scientificamente il cibo assolve a tre (3) funzioni:
A)    Energetica. Il cibo è il carburante che ci permette di svolgere qualsiasi attività, lo fa grazie alle sue calorie, permettendo agli organi vitali e non solo di svolgere la loro attività.
B)     Riproduttiva. Nel cibo si trovano tutti i componenti elementari che permettono la rigenerazione del sangue, della pelle, delle ossa, dei capelli  e degli organi interni al corpo umano; si tratta di elementi essenziali, come proteine e minerali, per la vita stessa dell’organismo che ha necessità di rinnovarsi continuamente giorno dopo giorno.
C)  Catalizzante. Grazie a componenti chimici, come vitamine e enzimi, s’innescano reazioni chimiche specifiche, con cui il cibo viene trasformato sia in energia, sia in nuovi organi, tessuti, sangue, ossa, capelli e unghie.

Per produrre energia, noi esseri umani, ogni ora, abbiamo necessità di cibo; inoltre, due volte al giorno, abbiamo bisogno di alimenti specifici che contengono gli elementi fondamentali per rigenerare il nostro organismo e per attivare le reazioni chimiche sia energetiche sia riproduttive. Quando abbiamo un calo d’energia lo avvertiamo subito, siamo biologicamente programmati per farlo, scatta così il morso della fame. Della mancanza degli elementi fondamentali e dei catalizzatori, come le vitamine e i minerali, ce ne accorgiamo tardi, quando siamo malati a causa proprio di queste carenze nutrizionali.
Quando scatta il morso della fame poi, siamo attirati naturalmente dai cibi che contengono una maggiore quantità di energia, è la nostra struttura biologica, per questo c’indirizziamo sempre verso zuccheri e grassi, danno più calorie e, al palato, sono più gradevoli!

I più accorti imprenditori e fornitori di servizi, legati al cibo e all’alimentazione, sono riusciti a sfruttare a loro vantaggio questa nostra programmazione biologica. Questa strumentalizzazione è la causa principale dell’obesità e dello stato di cattiva salute delle persone che vivono nel mondo contemporaneo.
Gli Stati Uniti d’America, il paese più industrializzato al mondo, con un Pil che sfiora i 16 trilioni di $, è il paese più povero al mondo in termini di salute! I cittadini USA sono i più obesi al mondo! Spendono in cure mediche tre volte di più di quanto spenda un europeo o un asiatico! La loro infelicità per questa salute precaria non li ricompensa per l’alto grado di sviluppo raggiunto, perché ne è la causa principale, contribuendo, in maniera determinante, a un pessimo regime alimentare.

Nelle nazioni sviluppate, la popolazione, deve affrontare due grandi problemi legati all’alimentazione:
A)     Sovralimentazione. In USA oltre il 65% della popolazione è in sovrappeso. Il tasso di crescita delle persone in sovrappeso, nei paesi industrializzati, è pari a una media del 10%. 
B)     Scarsa qualità dell’alimentazione. La maggior parte delle persone non assume, nella sua dieta quotidiana, la quantità minima di componenti elementari e/o catalizzatori necessaria all’organismo.

Tutti gli alimenti si compongono di almeno una delle sei seguenti categorie di elementi nutrizionali:
·         Acqua;
·         Carboidrati (sono nei zuccheri, nel pane, etc.);
·         Lipidi (sono nei grassi, negli oli, etc.);
·         Proteine (sono nella carne, pesce, uova, verdure, etc.);
·         Vitamine (Frutta, verdure, etc.);
·         Minerali (Frutta, verdure, etc.).

La digestione inizia nella bocca, nel momento in cui sminuzziamo i cibi, riducendoli in poltiglia grazie agli enzimi contenuti nella saliva. Poi, nello stomaco, la poltiglia viene suddivisa nelle sei categorie di elementi su indicati.

ACQUA. Il 60% del corpo umano è formato di acqua. La sola variazione del 2% di acqua nel corpo provoca affaticamento e disfunzioni mentali. Minimo si debbono assumere due litri d’acqua al giorno. Bere preventivamente cinque bicchieri di acqua ogni giorno diminuisce drasticamente l’insorgenza di tumori, neoplasie e cancro. Solo negli Stati Uniti si stima che oltre il 75% della popolazione sia disidratata! Sarebbe opportuno bere poca acqua durante i pasti, perché l’acqua diluisce i componenti essenziali degli alimenti, limitando così il loro assorbimento. Si deve bere lontano dai pasti, questo vuol dire organizzarsi nell’arco della giornata, sia durante gli spostamenti, con ad es. un Camelback, sia a casa o al lavoro con l’acqua filtrata, purificata e salubre.

CALORIE. Una donna normodotata necessita di circa 2.200 calorie al giorno, un uomo di circa 2.900 calorie. Più si pratica attività fisica, più si ha necessità di calorie. Su www.wealthstatus.com viene indicata con precisione la spesa calorica per ogni attività fisica quotidiana. Quando l’apporto quotidiano di calorie supera le richieste dell’organismo, il corpo le trasforma in grasso in eccesso che viene accumulato su tutto il corpo.

GRASSO. Avere una percentuale di grasso corporeo che varia da 15 a 25% è fondamentale per il nostro organismo, ad es. per mantenere la nostra temperatura basale, oppure per l’assorbimento delle vitamine liposolubili, ma anche per dare apporto energetico ai nostri organi vitali. Se non si ha abbastanza tessuto adiposo, il corpo, per far fronte alle richieste naturali di energia, inizierà a demolire i muscoli e gli organi interni. Viceversa, se si accumula troppo tessuto adiposo, si andrà incontro ad affaticamento, cardiopatie e altre centinaia di patologie pericolose per la vita stessa.

L’eccesso di grasso, abbiamo visto, è utile per l’uomo perché si trasforma in calorie nel momento del bisogno. Però oggi, questo non accade perché:
1)      Le calorie fornite dai carboidrati vengono consumate prima di quelle fornite dai grassi. Allo stesso modo con cui una persona affamata consuma cibi subito disponibili, così il corpo umano, che consuma sempre prima la fonte energetica più facilmente convertibile in energia! Le molecole dei carboidrati sono le più semplice nella forma e perciò sono anche le più facilmente convertibili in energia. Per questo, dopo un periodo di astinenza dal cibo o subito dopo aver eseguito un esercizio fisico dispendioso si cerca subito i carboidrati. Al contrario, le molecole di grasso sono più complesse, richiedono una maggiore quantità d’energia e di tempo per essere trasformate in energia e bruciate! Prima di utilizzare e smaltire le molecole di grasso ingerite e immagazzinate, Il corpo umano ricorre sempre in primo luogo ai carboidrati per produrre la sua energia.
2)    Il nostro corpo ci chiede di consumare altro cibo prima d’usare le riserve immagazzinate. L’essere umano è programmato biologicamente per consumare un pasto come fosse sempre l’ultimo che verrà assunto per molto tempo a venire. Questo è ciò che avveniva nel nostro passato lungo la notte dei tempi, prima che l’uomo imparasse a conservare i cibi, a coltivare la terra e addomesticare gli animali. Insomma, la programmazione biologica era molto utile nella preistoria. Ora, la capacità di compiere scelte consapevoli, contrarie alla programmazione biologica, è ciò che differenzia gli animali dagli uomini. Questi ultimi, grazie alla razionalità e all’etica, controllano i propri istinti biologici che poi, quando vengono soddisfatti producono piacere e gioia anche dell’anima. In tutti i campi dello scibile umano vale tutto ciò, tranne che in quello dell’alimentazione! La disponibilità di cibo è più che abbondante al giorno d’oggi. Anche gli animali domestici hanno cambiato la loro programmazione biologica, possiamo lasciare il cibo ben in vista, senza che sia l’animale a chiederlo, perché sappiamo che è meglio che il nostro cucciolo non sia mai affamato, questo lo porterebbe a mangiare di più della sua razione necessaria. Se il cibo risulta disponibile l’animale mangerà solamente ciò di cui ha bisogno per il proprio benessere. Questo però non vale per noi, la lezione non l’abbiamo ancora imparata. Inoltre, mangiamo molto più di fretta, a differenza dei nostri avi che sedevano a tavola per conversare per lunghi periodi di tempo. Dal momento in cui s’ingerisce il cibo, fino a quando la fame viene saziata, passano tra i 10 e i 15 minuti. Fateci caso, quando siete al ristorante e una pietanza vi viene servita in ritardo, il vostro senso di fame diminuisce. Se tra una portata e un'altra passa troppo tempo, il cibo consumato viene digerito e la fame viene saziata con la sola quantità di calorie di cui si ha bisogno. Ma se si mangia velocemente, tra un appuntamento e un altro, in un fast food, è probabile che si senta ancora lo stimolo della fame e si continui a mangiare e avere fame, anche se le calorie necessarie hanno già superato il limite.   
3)   L’utilizzo di cibi già pronti stabilizza il nostro metabolismo ad un alto livello di grassi. Se si aumenta di peso, aumenta anche la nostra richiesta giornaliera di calorie per il funzionamento del metabolismo basale. Se si continua ad avere grande disponibilità di cibo e lo stimolo della fame viene appagato, il peso in eccesso rimarrà costante. Quando un individuo è ingrassato in maniera eccessiva, dovrà ricorre a misure pro-attive come la ri-educazione alimentare, per iniziare a perdere peso.  
4)   Il tipo di cibo assunto oggi è differente da quello che esisteva quando la formula biologica che regola l’accumulo di energia si è sviluppata. I nostri antenati seguivano una dieta principalmente vegetariana, a basso tenore di grassi e consumavano poca carne e più che altro di selvaggina. Quest’ultima contiene solo il 5% di grassi del suo peso, contro il 30% degli animali allevati e trattati oggi con ormoni a fini commerciali!  Insomma oggi il cibo è molto più ricco di grassi, mentre noi siamo sempre biologicamente programmati per acquisire grassi massimo fino al 20% della nostra dieta quotidiana, invece spesso si supera il 50%! In tempi lontani il grasso era raro, le papille gustative si svilupparono per poter distinguere le parti dell’animale attraverso il loro gusto, il gusto del grasso era ed è ancora oggi particolarmente apprezzato dall’essere umano. Questo nostro desiderio naturale, è ben conosciuto dagli imprenditori alimentari, questo ci sta annientando inesorabilmente. L’Italia è al 192° posto per livello di natalità, l’Europa si attesta al 150°! Negli Stati Uniti la percentuale di grassi è raddoppiata nel giro di un secolo! Le proiezioni dell’OCSE parlano di più di due persone su tre che saranno in sovrappeso o obese entro il 2020, nei paesi più industrializzati al mondo. Questo dato è molto preoccupante perché all’epidemia dell’obesità sono associate le malattie croniche più letali, una fra tutte le cardiopatie. Le persone obese muoiono 10 anni prima di quelli di peso normale.


PROTEINE, VITAMINE & MINERALI. Il secondo grande problema dietetico-alimentare della maggior parte della popolazione, consiste nel fatto che non si introduce, nella propria alimentazione, la giusta quantità di nutrienti essenziali e/o catalizzatori necessari all’organismoI nutrienti essenziali sono proteine e minerali. Le singole cellule che costituiscono gli organi del corpo umano, anche in età adulta, si ri-generano con cadenza ciclica sia giornaliera, sia settimanale, nonché mensile. Pensate solo alla pelle, al corneocita che ogni giorno avanza attraverso gli strati cutanei superficiali e termina il suo ciclo dopo solo una settimana; oppure alle ossa che, ogni dieci anni, a qualsiasi età, si rinnovano comunque sia completamente. Ogni giorno il nostro corpo produce 200 mld di globuli rossi! Ogni 120 gg. il nostro sangue si rinnova completamente! Le cellule che compongono tutti questi nostri nuovi organi, contengono oltre 100.000 proteine differenti, costituite da 21 amminoacidi differenti. Questi elementi, essenziali per il tessuto vivente, sono forniti dal cibo che noi ingeriamo, perché sono contenute negli alimenti sia vegetali che animali. Senza un adeguato apporto giornaliero di proteine, vitamine e minerali, il nostro corpo e la nostra mente si deteriorano; inoltre dobbiamo anche contare la quantità di energia necessaria alle nostre attività quotidiane; altrimenti si va rapidamente incontro alla morte delle cellule, quindi a quella dei tessuti, compromettendo la funzione degli organi interni e esterni.
Il corpo umano ha necessità dei minerali per rigenerare e riparare la materia vivente di cui è composto. Esistono 14 minerali essenziali; 7 sono minerali principali (calcio, cloruro, magnesio, fosforo, potassio, sodio e zolfo); 7 sono i minerali in traccia (ferro e zinco). Questi minerali essenziali, sono contenuti tutti nei cibi freschi, quelli che si vendono nel mercato rionale dietro casa vostra!
Le vitamine sono i catalizzatori necessari a trasformare il cibo in energia e gli aminoacidi in tessuti. Ad es. la Vitamina B3, contenuta nelle verdure a foglia verde e nei cereali integrali, è fondamentale per trasformare le proteine vegetali e animali in aminoacidi utili al corpo umano. Sono 13 le vitamine essenziali che debbono essere presenti, anche in piccole quantità, nel nostro organismo. Infatti non è importante la quantità di vitamine presenti, perché la composizione chimica di un catalizzatore non viene alterata durante la reazione chimica, quindi, una singola molecola catalizzatrice, quando è presente, può essere riutilizzata svariate volte. Insomma, abbiamo bisogno di assumere quotidianamente piccole quantità di vitamine, perché la maggior parte di esse non rimane a lungo nell’apparato digerente. Ad es. la Vitamina C, introdotta nell’organismo umano come Acido Ascorbico e poi stoccata nel fegato e nelle ghiandole surrenali, viene eliminata comunque sia attraverso le urine, quindi anche più volte al giorno! Il corpo umano richiede 13 vitamine essenziali, con dosaggi che vanno dai 60 milligrammi al dì, per la Vitamina C, fino ai 200 milligrammi al dì per l’Acido Folico, la Vitamina B8. Quantità che si ritrovano tutte nei cibi di stagione!!
Insomma, se non si assumono quotidianamente le giuste dosi di proteine, vitamine e minerali, nascono degli squilibri, per questo siamo spesso soggetti a sbalzi di umore, affaticamento, nervosismo, mal di testa, raffreddori, confusione e debolezza muscolare. A lungo andare poi, queste carenze nutrizionali possono portare a vere e proprie malattie come l’ipertensione, l’Alzheimer e ai tumori. Il fatto è che, queste patologie, le iniziamo ad accettare, come caratteristiche del nostro invecchiamento naturale, ma non è così! 
La medicina moderna cura queste malattie con farmaci dedicati, senza curarsi delle cause. Non si occupa di cosa, come e quanto mangiamo, non si concentra nella inadeguatezza della nostra nutrizione, di una sana ri-educazione alimentare. Perché il nostro corpo ha bisogno in verità di una esigua quantità di proteine e una dose minima di minerali e vitamine. Una donna ha necessità di circa 50 gr di proteine al giorno, mentre un uomo di non più di 60 gr. al dì! Il fatto è che, in merito all’alimentazione, abbiamo una radicata opinione errata, soprattutto a causa di campagne pubblicitarie ingannevoli che ci hanno influenzato per intere generazioni; certo, hanno avuto successo, dal loro punto di vista, ma solo perché sostenute da lobby internazionali potentissime dei produttori di bestiame e dei distributori di carne, tecnologicamente avanzati. La realtà è che la carne e i prodotti latteo-caseari, sono una scarsa fonte di proteine!! Inoltre contengono una quantità di grasso nocivo elevatissima!!! Basta paragonarli con la quantità di proteine del pesce, delle nocciole, dei cereali e delle verdure. 
Dunque, noi esseri umani necessitiamo giornalmente di esigue quantità di proteine, minerali e vitamine, che si trovano tutte in cibi naturali e freschi, tuttavia, con la nostra alimentazione, che troviamo in abbondanza, grazie a produzioni e distribuzioni iper-tecnologiche, non apportiamo le dosi sufficienti al nostro fabbisogno biologico, compromettendo così il nostro benessere quotidiano!

I PRODOTTI RAFFINATI. I nostri antenati erano cacciatori-raccoglitori, vivevano seguendo una dieta ricca di verdure, nocciole, frutta, fagioli, cereali e radici, con l’aggiunta di poca carne di selvaggina. Nessun cibo a quei tempi si trovava in abbondanza, quindi, per assumere le proteine, vitamine e minerali necessari alla vitalità dell’organismo, si doveva consumare una grande varietà di cibo, così, l’organismo si adattò alle sostanze nutritive contenute in tutte quei cibi consumati frugalmente.
Poi, grazie all’ingegnosità dell’uomo, i cacciatori-raccoglitori diventarono agricoltori. Impararono anche a coltivare con abilità un certo tipo di alimento, si specializzavano, per poi poter scambiare la loro produzione con altri tipi di cibo. Con la ricchezza economica si andarono ricercando qualità sempre migliori degli alimenti, sia come sapore, sia come conservazione, come ad es. le carni essiccate e i formaggi stagionati! La popolazione mondiale così aumentò vertiginosamente; da circa 200 mln di abitanti sulla Terra ai tempi di Gesù Cristo, a un (1) mld di persone alla fine dell’800! 
La Rivoluzione industriale poi, applicata all’agricoltura, debellò definitivamente nel XX° secolo la scarsità di cibo, patita da sempre a livello mondiale. La produzione agricola divenne sempre più efficiente, senza alcun limite alcuno. Solo negli Stati Uniti, in cinquant’anni, dal 1930 al 1980, gli agricoltori passarono da trenta (30) mln a tre (3) mln e la loro produzione alimentare, dal soddisfare prima cento (100) mln di persone, iniziò a soddisfare la domanda di cibo di oltre trecento (300) mln di abitanti! Oggi, la popolazione mondiale ha superato i sette (7) mld!! 

Nel 1872, Abraham Lincoln, istituisce Il Ministero dell’Agricoltura a stelle e strisce, per tutelare gli interessi economici degli agricoltori, quindi per sostenere lo sviluppo anche tecnologico del comparto e intervenire in caso di siccità o carestia. Poi, con lo sviluppo esponenziale dell’efficienza agricola, le esigenze economiche degli agricoltori sono cambiate. I fondi stanziati dal Ministero dell’Agricoltura oceanico venivano tutti dirottati all’abbassamento drastico della quantità di cibo prodotto, per poter mantenere alti i prezzi finali del cibo e quindi salvaguardare le esigenze economiche degli agricoltori! Il fatto è che, tutto ciò, ha costretto sia il consumatore finale, a pagare il cibo ad un prezzo molto più alto di quello che realmente dovrebbe essere, sia gli agricoltori di nuova generazione, a non adottare nuove tecnologie per soddisfare al meglio le richieste reali dei consumatori stessi. Questi nuovi agricoltori sono incoraggiati ad aprirsi una nuova attività, certo, ma producendo solo ciò che già viene prodotto, con una quantità già prestabilita!! Comunque sia, al di là degli sforzi del Ministero yankee, i prezzi dei prodotti agricoli relativi agli alimenti, a partire dalla metà del ‘900, sono andati diminuendo drasticamente, in quanto la domanda superò di gran lunga l’offerta. Crollando i prezzi della produzione agricola, le opportunità vere di guadagno si spostarono tutte nella realizzazione di generi alimentari a lunga scadenza e marchiati; dalla produzione diretta di grano, latte, frutta e carne allevata, ci si concentrò nella loro trasformazione in pasta, cereali, condimenti, formaggi raffinati, cibi in scatola e cibi congelati! Risultò molto conveniente soprattutto produrre merendine e stuzzichini, di cui nessuno al mondo aveva fatto espressa richiesta e/o pensato di voler consumare prima d’allora. La propensione al consumo di questi prodotti trasformati e raffinati per i nostri palati, da smaliziati chimici, appare a tutt’oggi illimitata!! Non solo, dal dopoguerra, a partire dall’America del Nord, andò aumentando la richiesta e l’offerta di un tipo di cibo che nulla aveva a che fare con la qualità, il gusto, la disponibilità o il prezzo, ma dalla sua durata e velocità nel servizio, si trattava dei fast food!


ALIMENTAZIONE NATURALE. In questo periodo di grandi progressi tecnologici, si sta evolvendo anche la conoscenza dei processi nutrizionali di base dell’essere umano. Fino a qualche tempo fa, anche tra gli addetti ai lavori nel comparto alimentare, e men che meno fra i consumatori, non si conoscevano adeguatamente le esigenze vitali quotidiane di proteine, vitamine e minerali, necessari per il benessere della persona. Questo anche perché la ricerca e lo sviluppo industriale e scientifico, di ogni singola azienda, si era andata indirizzando dal dopoguerra in poi, verso il miglior gusto e la maggior durata, per battere la concorrenza. Certo, i risultati, da questo punto di vista ci sono stati. L’industria alimentare alla fine del’900 aveva raggiunto, solo in USA, oltre un (1) bln $ di fatturato. Tuttavia, mettendo a disposizione di tutti una quantità infinita di calorie, l’industria alimentare ha messo in pericolo la salute della popolazione. Alla fine della seconda guerra mondiale, cibo raffinato e fast food non esistevano. Questi furono gli anni in cui per migliorare il gusto degli alimenti si iniziò a mettere artificialmente del grasso nella produzione alimentare industriale di massa. Così, più buoni sono gli alimenti, più la gente li consuma. Più la gente li mangia, più s’ingrassa. Più si aumenta di peso, più c’è bisogno di energia, di apporto calorico per poter fare le stesse cose che si facevano prima, quindi più si acquista e più si compra! A livello batteriologico poi, s’iniziarono a pastorizzare i prodotti per evitare contaminazioni dannose, portando i cibi ad alte temperature. Tutti i prodotti in scatola, dal latte ai succhi di frutta, sono pastorizzati per conservarli in piena sicurezza al meglio. Il fatto è che portare ad alte temperature il cibo e poi conservarlo in contenitori ermetici, distrugge gran parte delle vitamine e dei minerali contenuti naturalmente in essi. Inoltre, per allungare la data di scadenza dei prodotti, l’industria alimentare ha aggiunto dei conservanti ai cibi, da enormi quantità di sodio a composti chimici tutta’altro che sicuri. Una persona adulta richiede in media 500 milligrammi di socio al giorno, questa è la sua razione media giornaliera consigliata. Il sodio è presente in quasi tutti gli alimenti naturali. L’industria alimentare, per conservare al meglio, secondo il loro punto di vista, questi stessi alimenti, gli ha aggiunto altro sodio. Si stima che oggi negli USA, una persona consumi in media oltre dieci (10) volte la razione quotidiana consigliata di sodio! Con questo regime alimentare è inevitabile acquisire una desensibilizzazione delle papille gustative, ma soprattutto sviluppare ipertensione, con tutto ciò che ne consegue, dall’aumento del rischio d’infarto alle cardiopatie, fino ai disturbi renali.
            Per indurre all’acquisto maggiori quantità di persone a un maggior consumo di prodotti alimentari, le aziende produttrici alterano chimicamente i sapori dei cibi naturali. In questo modo, si garantiscono l’aumento della domanda, da parte dei consumatori finali, sempre per i stessi prodotti, venendo meno così alla soddisfazione delle esigenze di varietà dei cibi che è insita nella nostra natura!                 
                 
Gli esperti di nutrizione hanno individuato una nuova categoria di alimenti in commercio,  si tratta dei cibi a calorie vuote, ossia, alimenti ad alto contenuto d’energia, in cui si registra una povertà inaspettata di proteine, vitamine e minerali. Un pasto tipico da fast food contiene sorprendentemente oltre mille (1000) Kcal, ma ha pochissime vitamine o minerali essenziali. Trenta (30) gr. di patatine fritte commerciali, hanno un alto contenuto calorico pari a 230 Kcal, con oltre 250 mg di sodio! Una normale lattina di bevanda gassata contiene 140 Kcal vuote, con molto zucchero, sodio, caffeina e conservanti ma zero (o) mg di proteine, vitamine e minerali. Questi cibi a calorie vuote hanno tutti un altissimo livello di grasso, conferito loro solo per dare un gusto migliore al prodotto, giocando subdolamente sulla nostra ancestrale affinità a degustare il grasso. Da un cibo sano si dovrebbe ricavare il 20% delle calorie dal grasso, il resto da carboidrati e proteine.
Un americano in media mangia attualmente tre (3) hamburger e quattro (4) porzioni di patatine la settimana. Da McDonald’s un hamburger deluxe contiene 810 Kcal, di cui 490 kcal provenienti solo dai grassi, pari a 55 gr o 61% della porzione. Una patatina fritta dà circa 450 Kcal e 22 gr. di grassi aggiunti. In un intera giornata si dovrebbero ingerire circa 55 gr. di grassi pari a 517 Kcal, visto che per ogni grammo di grasso si producono esattamente 9,4 Kcal. Ora, il fatto da sottolineare è che, solo con una porzione consumata da McDonald’s, si sono superati i livelli di grasso raccomandato giornalmente!

La frutta è ricca di carboidrati, vitamine e minerali e non contiene grassi. Una banana contiene 103 Kcal di energia e zero (0) gr. di grassi. Le verdure fresche contengono grandi quantità di vitamine, alcune proteine e grassi. Un bel cespuglio di broccolo contiene cinque (5) gr. di proteine, niente grassi. Una patata di medie dimensioni contiene 100 Kcal, sei (6) gr. di proteine e niente grassi. Inoltre, quando si mangia cibo naturale, ci si stanca delle solite cose, lo sappiamo, siamo geneticamente strutturati così, quindi, si cercano altri cibi naturali, contenenti le diverse vitamine e minerali che l’organismo quotidianamente richiede.
Il pesce, la carne di manzo e il pollo contengono tante proteine, vitamine, minerali, niente carboidrati e una gran varietà di grassi. Un Halibut, una porzione di 180 gr. contiene 35 gr. di proteine e due (2) gr. di grasso. Una bistecca di 180 gr. contiene 39 gr. di proteine ma ben 55 gr. di grasso! Una porzione di pollo da 180 gr. contiene 46 gr. di proteine e 25 gr. di grasso.

Oggi, tutti noi, mangiamo in modo differente, non soltanto rispetto ai nostri antenati, ma anche rispetto a solo poche generazioni fa che, come quella dei mie nonni, utilizzavano cibi freschi senza aggiunta di grassi, sale e conservanti chimici. Siamo troppo impegnati, non abbiamo mai tempo di cucinare con ingredienti freschi. Acquistiamo prodotti alimentari praticamente già pronti per essere cucinati, cibi lavorati e raffinati ricchi di grasso, zuccheri, sodio e conservanti chimici! Dal 1970 la percentuale di pasti mangiati o preparati fuori casa, tra bar, ristoranti, catering e rosticcerie, è aumentata di oltre il 50%. Questi pasti contengono molti più grassi, sodio e meno vitamine e minerali rispetto a quelli preparati in casa, in cui si utilizzano una gran varietà di prodotti, anche se raffinati.


RISOLVERE I PROBLEMI CREATI DAI NOSTRI PREDECESSORI. Il fatto di essere programmati biologicamente per apprezzare il sapore del grasso, cosa che nella preistorica ha favorito la sopravvivenza della specie umana, è la causa principale oggi dei nostri problemi medici più gravi. Sia chiaro, nulla fu fatto per ingannare, anche se effettivamente la manipolazione delle forniture alimentari appare una storia ingannevole. Gli operatori commerciali più attenti, aggiunsero del grasso ai cibi da loro prodotti, per essere più gustosi, non per rendere le persone in sovrappeso e/o obese; inscatolarono i loro prodotti per poterli conservare meglio, non per renderli privi di vitamine e minerali; utilizzarono oli idrogenati per dare un aspetto migliore ai cibi nella loro esposizione sullo scaffale del supermercato, non per trasformare i grassi buoni in nocivi, incrementando il numero delle affezioni cardiache. Il fatto è che queste manipolazioni hanno poi influenzato l’intero comparto alimentare, che deve fare i conti con il mercato e le leggi dell’economia, prima fra tutte la competizione per il fatturato! Ecco allora che le conoscenze scientifiche legate ai gusti e le tecnologie innovative atte a favorire i comportamenti umani, sono state utilizzate solo in nome del profitto! I consumatori, fino ad oggi, sono stati mal consigliati e mal informati. In tutto questo, il Comparto del Benessere e i suoi Protagonisti, dovranno trarre insegnamento e porre le propri fondamenta, per risolvere i problemi creati dai nostri predecessori

            Inserire a questo punto la seguente Appendice A, che Pilzer mette alla fine del suo innovativo libro, è a mio giudizio un opportunità decisiva, per chiunque abbia intenzione di approfondire un argomento così complesso e allo stesso tempo decisivo, che riguarda tutti noi, sia dal punto di vista individuale, sia collettivo, dunque sociale. Per questo il consiglio è di leggere tutto ciò, una prima volta, in veste di consumatore, poi, quando terminate, di ri-leggerla di nuovo, magari in veste imprenditoriale, per essere veramente dei professionisti nel Comparto del Benessere. Sottolineate e tenete a mente tutte le parti che v’incuriosiscono, quelle che desiderate approfondire e quelle che volete analizzare, sia per voi stessi e per i vostri cari, sia come opportunità commerciali, per farvi riconoscere come protagonisti nel Comparto del Benessere, in linea con le vostre esperienze, competenze e inclinazioni.
  
CHE COS'E' IL GRASSO. Nella Bibbia la parola “grasso” viene utilizzata per descrivere la parte migliore dell’animale,  così preziosa che in origine era destinato ad esser bruciato sull’altare votivo in sacrificio a Dio. Storicamente, la parola “grasso” è usata in senso figurativo per descrivere l’abbondanza, la lussuria, la robustezza, la fertilità o il successo economico. Ai giorni nostri la parola “grasso” ha un accezione negativa, viene associata alla pigrizia, alla ripugnanza, alla sciattoneria, all’avidità e all’ingordigia. La definizione tradizionale di questo termine, ha cambiato attraverso la storia il suo senso. Il significato di questo proferimento, di pari passo con l’uomo moderno, ha cambiato prospettiva, fino ad arrivare ai giorni nostri a connotarsi negativamente. 

Dal punto di vista biologico, i grassi sono un sottogruppo dei LIPIDI, ossia di una delle tre (3) fonti energetiche fondamentali e vitali per l’organismo. Si tratta di uno (1) dei macronutrienti, che sono rispettivamente i GLUCIDI (carboidrati), PROTEINE (costituite geneticamente, attraverso un legame peptidico, dai 21 aminoacidi essenziali – come ad es. glicina, lisina, prolina, arginina, tirosina, acido glutammico, etc.) e appunto i LIPIDI. Questi ultimi comprendono appunto i grassi, gli oli e il colesterolo.       Il grasso e l’olio sono di natura vegetale e animale, il colesterolo solo di natura animale (carne, pollame, latte e formaggio). Un LIPIDE viene definito grasso se rimane solido a temperatura ambiente, olio se alla stessa temperatura si presenta liquido.

           Il colesterolo è una sostanza senza odore, bianca, farinosa, simile alla cera, che si trova in ogni cellula del corpo umano. Il colesterolo è una particella elementare fondamentale per la costituzione stessa dell’organismo, infatti costituisce le membrane cellulari, gli ormoni (peptidi messaggeri che trasmettono messaggi a una cellula, o a un gruppo di esse, per attivare o meno il metabolismo e quindi l’attività vitale di organi e tessuti) e la Vitamina D (necessaria alla formazione della struttura ossea e delle regioni cartilaginee, grazie alla movimentazione del calcio). Allora perché sentiamo parlare i medici di colesterolo buono e di colesterolo cattivo? Il colesterolo è anche, come abbiamo accennato, un elemento strutturale fondamentale, della metabolizzazione dei grassi che vengono trasformati in energia calorica. I medici quindi, quando parlano di colesterolo, si riferiscono esclusivamente alle lipoproteine, ossia alla combinazione di grasso e proteine, che avvolge naturalmente i singoli grassi e le molecole di colesterolo del corpo umano e che sono trasportati in tutto l’organismo, per facilitarne l’assimilazione. Due (2) sono le lipoproteine più note, le lipoproteine a bassa intensità (LDL) e quelle a ad alta densità (HDL).

Le particelle LDL, che costituiscono il 70% di colesterolo totale presente nel corpo umano, sono conosciute come il colesterolo cattivo, a causa delle loro bassa intensità, che le fa stazionare a lungo nelle pareti delle arterie, causando ostruzione e blocco alla circolazione sanguigna e quindi arresti cardiaci, apoplessia e infarti.
Le particelle HDL, quelle ad alta intensità, sono note come colesterolo buono, si muovono all’interno della circolazione sanguigna del corpo umano, raccogliendo fra le cellule morte colesterolo e altri depositi.

La quantità di colesterolo presente nel nostro organismo varia, con l’età, con il peso, con lo stile di vita e l’attività motoria. Ad es. chi fuma ha in media un livello di colesterolo più alto, perché fumando s’indeboliscono le arterie, rendendo le membrane di superficie più recettive al deposito di grassi e colesterolo. Tuttavia, ciò che determina maggiormente quanto colesterolo cattivo è presente nel nostro organismo, è il peso o più specificatamente l’eccesso di grasso accumulato nel corpo.

            Tre (3) sono i tipi di grasso conosciuti: Polinsaturi, Monosaturi e Saturi. Per semplificare le prime due (2) categorie do grassi vengono definite Insaturi.
            I grassi saturi sono i principali imputati dell’aumento del colesterolo nel sangue, per natura sono saturi di molecole di idrogeno, si trovano nel lardo, nel burro, nel grasso delle carni e vengono impiegati nella pasticceria. Si presentano solidi a temperatura ambiente e gli alimenti che li contengono, si conservano molto a lungo.
            I grassi insaturi sono liquidi e solidificano solo a basse temperature. Olio d’oliva e olio di canola sono ad es. grassi insaturi, in grado di abbassare il livello di colesterolo nel sangue! Si tratta dunque di grassi buoni! Questi ultimi, attraverso un processo chiamato idrogenizzazione, sono trasformati, con l’aggiunta di idrogeno, in grassi transgrassi nocivi, per la conservazione degli alimenti. Chi volesse cogliere l’opportunità commerciale di produrre alimenti senza oli idrogenati, sarebbe nel momento giusto e nel posto giusto, soprattutto se rivolgesse la sua produzione a quanti, da consumatori, desiderano proteggersi dal rischio d’infarto. Con una durata di conservazione minore, questi prodotti, potrebbero rivolgersi a breve a tutti quei consumatori in grado di apprezzare la differenza fra grasso saturo e insaturo.

Nell’antichità il grasso era molto apprezzato. A quell’epoca molte persone soffrivano di carenza di grassi e le calorie di base erano insufficienti. Essere in carne all’epoca era sinonimo di opulenza. Inoltre, il sapore del grasso, era, ed è ancora oggi, decisamente più gradevole e gustoso di qualsiasi altro alimento. Dal punto di vista scientifico sappiamo oggi che il grasso è in grado di produrre un energia pari a nove (9) Kcal per ogni singolo grammo di grasso! Quindi molto di più di qualsiasi altro nutrimento. Questa caratteristica era molto importante nell’antichità, in cui era necessario, da nomadi, immagazzinare scorte alimentari fra uno spostamento e l’altro, oppure, da allevatori, fra un raccolto e un altro. Insomma, noi siamo programmati biologicamente per apprezzare il gusto del grasso! Il fatto è che oggi, con l’abbondanza di produzione agricola e alimentare, realizzata dalle tecnologie, questa nostra programmazione biologica ci sta uccidendo! Così oggi, appellare qualcuno con il termine di grasso, a differenza della tradizione, è una vera e propria offesa. Comunque sia, una cosa è certa, mangiare alimenti grassi, non vuol dire necessariamente ingrassare, lo dimostrano i nostri antenati, questo vuol dire che si aumenta di peso solo quando ingeriamo più calorie di quante ne consumiamo. Certo, il grasso contiene sia il doppio delle calorie di qualsiasi altro alimento in circolazione oggi, sia il colesterolo cattivo, che ostruisce la corretta circolazione del sangue nelle arterie e tutto ciò che ne consegue.

SOVRAPPESO e OBESITA'. Sebbene siano spesso utilizzati come sinonimi, il sovrappeso si riferisce ad una eccedenza generalizzata del peso corporeo, mentre l’obesità si riferisce all’eccesso di grasso nel corpo. Si può quindi essere in sovrappeso senza essere obesi; un body builder ad es. può risultare in sovrappeso a causa della grande massa muscolare magra, ma non è un obeso pur pesando magari sulla bilancia molto di più, di un suo simile normodotato con molta più massa grassa, che pur non essendo in sovrappeso risulta obeso! Per definire lo stato di sovrappeso e di obesità si possono utilizzare quattro differenti formule matematiche:

A)     Percentuale di grasso corporeo;
B)     Rapporto vita-fianchi;
C)     Indice di massa coporea (Body Mass Index – BMI);
D)     Tabella altezza-peso.

Il metodo più accurato fin’ora testato è senz’altro quello della misurazione della massa grassa del corpo. Gli uomini debbono avere tra il 13 e il 25% di massa grassa, mentre le donne tra il 17 e il 29%. Quando si superano queste percentuali si è già nell’obesità, con gravi danni per la salute.            
Una persona in sovrappeso evidenzia il suo eccesso di grasso, se uomo, prima sullo stomaco e sul busto, se è donna, prima sulle cosce e sulle gambe. L’obesità della parte dell’addome è detta OBESITÁ ANDROIDE, è una caratteristica maschile, fortemente correlata con ipertensione, diabete, rischio d’infarto ed è molto pericolosa. Quella della parte inferiore del corpo è detta OBESITÁ GINECOIDE, riguarda più le donne ed è comunque sia pericolosa per la salute.

Come si misura il grasso? Il metodo indiretto più preciso per misurare il grasso è quello della Bilancia Idrostatica di Archimede (V. Galileo Galilei. “La Bilancetta”), che è però sia il più complicato, perché si debbono fare pesate fuori dall’acqua e poi in acqua, sia il più dispendioso, per le sue molte variabili, che vanno dalla temperatura e densità dell’acqua, alla capacità polmonare dei singoli, per questo il metodo si utilizza solo in alcuni centri specialistici. L’azienda a stelle e strisce Fitness Wave ha ovviato a tutto questo ed ha realizzato una bilancia idrostatica di nuova generazione www.fitnesswave.com affermandosi come Protagonista della Rivoluzione del Benessere.            
Un altro metodo è quello del plicometro, con cui si misura lo spessore degli strati cutanei del corpo, in alcune zone precise, dal tricipite al petto, dalla coscia all’addome. Se si ha il tempo di prendere le misurazioni in tutti e sette (7) i punti previsti e se si è in grado di valutare correttamente i dati ottenuti, anche questo è un metodo molto attendibile per misurare il grasso corporeo che si trova sotto la cute.
La bioimpedenziometria è un metodo preciso e veloce per valutare la composizione corporea. I vantaggi di questa misurazione sono molti, dalla rapidità alla facilità, non è invasivo, è economico ed è ideale per ogni ambiente perché trasportabile, non è necessario un alto grado di specializzazione dell’operatore. Per la corretta misurazione è importante utilizzare sempre lo stesso strumento e rispettare sempre le stesse condizioni, come orario e attività motorie.
Per determinare il sovrappeso e/o l’obesità si può utilizzare anche un semplice centimetro, misurando il rapporto vita/fianchi. Si prendono le misure prima sul punto vita e poi quella della circonferenza dei fianchi. Se il rapporto supera, nelle donne 0,8 e negli uomini 1,0, si definisce obeso. Es. giro vita 75 cm, circonferenza fianchi 100 cm, risultato 0,75. Questo metodo è molto utile per diagnosticare l’obesità androide, quella della parte superiore del corpo, ma non quella ginecoide.
L’Indice di Massa Corporea (BMI – Body Mass Index) è un metodo statistico, molto utilizzato soprattutto a livello istituzionale, per misurare il livello di sovrappeso e/o obesità. Partendo dal peso in kg, lo si divide per l’altezza in metri al quadrato. Es. 108 kg, diviso (1,86 x 2) 3,72, risultato 29,03. Quindi, sopra 25, sovrappeso, ma non obeso, perché non sopra 30. Si tratta di una misurazione che non tiene conto di alcune variabili individuali. I body builder hanno molta massa magra, che pesa molto di più del grasso, ma non per questo si possono definire obesi; viceversa, una persona anziana, ha naturalmente una scarsa muscolatura, ma non per questo può definirsi mal nutrita.
Altro metodo è l’utilizzo della tabella altezza-peso auspicabile, sviluppato negli anni ’50 dello scorso secolo, dall’assicurazione americana Metrpolitan Life, per definire il rapporto tra altezza, peso e mortalità della popolazione da loro assicurata. Il termine auspicabile si riferisce proprio al rapporto con la minore incidenza di mortalità. Questa tabella standard basa tutto il calcolo sulla costituzione corporea, sulla robustezza o meno delle ossa, misurate però in modalità arbitraria, attraverso la grandezza del polso o del gomito.
            
EPIDEMIA dell'OBESITA'. Ora, al di la del metodo scelto, è evidente che ci troviamo di fronte a una vera e propria epidemia dell’obesità, come dimostrano i dati OCSE. 
Fino al 1980, meno di una persona su dieci, era obesa. Da allora, i tassi sono raddoppiati o triplicati e in 19 dei 34 paesi dell'OCSE la maggior parte della popolazione è in sovrappeso o è obesa. Le proiezioni dell’OCSE indicano che più di due su tre persone saranno in sovrappeso o obese in alcuni paesi OCSE entro il 2020. Sono passati tre anni dalla pubblicazione OCSE "L'obesità e l'economia della Prevenzione: Fit no Fat", ma i tassi sono aumentati in linea con le proiezioni in più paesi per i quali i nuovi dati sono diventati disponibili. I dati forniscono una forte evidenza che la progressione dell'epidemia ha efficacemente una battuta d'arresto negli ultimi dieci anni nei paesi come la Corea (dove i tassi di obesità sono stabilizzata al 3-4%), Svizzera (7-8%), Italia (8-9%), Ungheria (17-18%) e in Inghilterra (22-23 %). Non vi è, tuttavia, alcun segno di ridimensionamento dell'epidemia, in nessun paese. I valori rimangono molto elevati nella maggior parte dell'OCSE e i paesi continuano a sperimentare il grande fardello delle malattie croniche associate all'obesità. Gli ultimi dati mostrano modesti incrementi dell’obesità negli ultimi dieci anni in paesi come Spagna e Francia, nell'ordine del 2-3%, e maggiori aumenti in Irlanda, Canada e Stati Uniti (4-5%). Questi risultati sembrerebbero contraddire gli argomenti riguardo al fatto  che la recessione economica potrebbe alimentare l’obesità, facendo diete delle persone meno sane. La prevalenza di obesità oggi varia quasi dieci volte tra i paesi OCSE, da un minimo di 4% in Giappone e Corea , al 30% o più negli Stati Uniti e Messico.

Altezza e peso sono aumentati dal XVIII° secolo, come il reddito, l'istruzione e le condizioni di vita che sono andate progressivamente migliorando nel tempo. Mentre per i nostri antenati essere sovrappeso era un gran benefico per la salute e la longevità, oggi, un allarmante numero di persone ha ormai superato la linea oltre la quale ulteriori aumenti di peso sono pericolosi. Le persone gravemente obese muoiono 8-10 anni prima di quelli di peso normale, è la stessa cosa che accade con i fumatori, con 15 kg in più aumenta il rischio di morte precoce di circa il 30%. L'obesità è responsabile dell’aumento dall’1% al 3% della spesa sanitaria nei paesi dell’Ocse e dal 5% al 10% solo negli Stati Uniti. I costi aumenteranno rapidamente nei prossimi anni, come le malattie collegate con l’obesità.

Il fatto è che qui si parla di epidemia, non solo a causa di problemi fisici, l'obesità infatti sta creando un inaspettata disparità sociale, che colpisce sopratutto adolescenti e donne. Queste ultime, sono più spesso obese rispetto agli uomini, anche se i tassi di obesità maschile sono cresciuti più velocemente. L'obesità è più comune tra i poveri e i meno istruiti. In alcuni paesi dell'Ocse, le donne con poca istruzione hanno una probabilità maggiore di essere in sovrappeso rispetto a donne istruite, cosa questa che non vale sempre per gli uomini. Questo stato di cose è rimasto stabile negli ultimi dieci anni! Le disparità sociali si registrano purtroppo anche negli adolescenti (ragazzi e ragazze). Le cattive condizioni di salute vanno di pari passo con pessime prospettive di lavoro e questo vale sopratutto per molte persone obese. I datori di lavoro preferiscono infatti candidati con un peso normale; la causa è un aspettative di minore produttività! Ciò contribuisce ad una disuguaglianza di occupazione e di salari. Negli Stati Uniti, più del 40% delle donne bianche, gravemente obese, sono senza lavoro! Una persona obesa può guadagnare anche il 18% in meno rispetto a una persona normopeso!! Questo perché statisticamente gli obesi hanno bisogno di prendersi più giorni di riposo e hanno sempre più benefici, come persone invalide e tendono ad essere meno produttivi sul lavoro rispetto alle persone con un peso normale. Nei paesi del nord Europa, le persone obese hanno fino a tre volte in più di probabilità di ricevere una pensione di invalidità e nel Stati Uniti hanno il 76% in più di probabilità di soffrire di disabilità a breve termine. La perdita di produzione si aggiunge qui a maggiori spese sanitarie, così, il conto dell'obesità costa oggi oltre l'1% del PIL negli Stati Uniti!!






           

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