Glicosilazione e Glicossidazione
a cura
di
Fabrizio dr Bortolon
Le proteine, nella loro forma matura e per
essere attivate nella loro funzionalità, subiscono delle modificazioni. Si
tratta di naturali trasformazioni chimiche, in grado di garantire la funzionalità
delle proteine. Quest’ultime sono molteplici e vitali. Infatti, le proteine, accumulano
e trasportano l’ossigeno. Come enzimi agiscono da catalizzatori. Decodificano l’informazione
genetica e regolano l’espressione genica della cellula. Regolano l’attività
biologica tra ormoni e recettori. Sono la difesa del nostro organismo con anticorpi
e tossine. Contribuiscono al lavoro meccanico del corpo umano a livello
muscolare. Sostengono la forma stessa della cellula grazie al Collagene, all’Actina,
etc.. Queste modificazioni sono numerose e vengono attivate da enzimi
specifici. Questa trasformazione è scientificamente detta “ripiegamento
proteico”, si tratta letteralmente di un “avvolgimento” corretto, grazie a cui
la proteina può esplicare la sua naturale funzione.
Ora, la Glicosilazione, è la più comune
forma di ripiegamento delle proteine! Si tratta di un processo enzimatico con
cui si aggiunge zucchero ad una proteina. La maggior parte delle
proteine presenti in natura, sono tutte Glicosilate. Tra le Glicoproteine più
importanti ricordiamo sia le Immunoglobine, anticorpi in grado di neutralizzare
virus e batteri, sia il Collagene, la proteina strutturale e funzionale dell’organo
vitale più esteso dell’essere umano: la pelle.
Le Glicoproteine svolgono importanti
funzioni biologiche in una molteplicità di processi cellulari e sopratutto
extra-cellulari. Sono i componenti fondamentali nel processo di riconoscimento
recettoriale e immunologo, con cui permettono o vietano, da anticorpi, l’acceso
a cellule esterne. Sono in grado di comunicare e trasportare altre proteine. Contrastano
la proteasi e sono coinvolte anche nei processi dell’infiammazione. Le Glicoproteine
esterne alla cellula agiscono sia da rivestimento, sia da membrana basale
extracellulare. Soprattutto però, il processo di Glicosilazione, è interessato
al “controllo di qualità” del ripiegamento proteico. Si tratta di verificare la
qualità dell’avvolgimento stesso che, se non corretto, porta a scartare le
proteine difettose.
La Glicosilazione delle proteine, ossia
l’attacco degli zuccheri, avviene o attraverso il legame con l’Azoto, è viene detta
N-glicosilazione, oppure con l’Ossigeno,
è viene detta O-glicosilazione. Esistono anche altri legami Glicoproteici la cui funzione biologica non è
però oggi ancora nota.
La N-Glicosilazione inizia
nel citoplasma e, passando il controllo di qualità nel Reticolo Endoplasmatico
(RE), finisce la sua maturazione nell’apparato dei Golgi.
L’O-Glicosilazione prevede l'aggiunta di
zuccheri a livello dell'atomo di ossigeno dell’aminoacido. L'addizione del
glucide avviene esclusivamente nell'Apparato del Golgi come modifica post-traduzionale.
L’Apparato dei Golgi, organulo all’interno
della cellula, ha la funzione di ri-elaborare ed esportare i prodotti della
cellula. Interagisce con il Reticolo Endoplasmatico Rugoso (RER), su cui sono
fissati i Ribosomi, per indirizzare ed etichettare le proteine nella loro
Glisosilazione.
Dalla Gliocosilazione, le proteine fibrose,
si specializzano nel ruolo strutturale. Si ripiega così la Cheratina dei
capelli e delle unghie, ma anche il Collagene dei tendini, del tessuto
connettivo e della matrice ossea. Il Collagene è una proteina altamente
modificata. Dal Reticolo Endoplasmatico Rugoso (RER) nasce il PreProCollagene,
che diviene ProCollagene. Nello spazio extra-cellulare, il Tropocollagene
costituisce il Collagene, grazie alla Prolina e alla Lisina, con il contributo
dell’Acido Ascorbico.
In base alla sequenza di aminoacidi che
costituiscono le catene polipeptidiche e alla struttura delle catene stesse,
sono stati identificati 28 tipi di Collagene, tra cui i più importanti sono il Collagene
di tipo I, che costituisce la maggior parte del collagene presente nel nostro
organismo (90%) e si trova, oltre che nei tendini e nelle ossa, soprattutto
nella pelle, dove rappresenta il principale componente strutturale della
matrice extracellulare del derma;
il Collagene di tipo II, che è elemento essenziale delle cartilagini e svolge
un ruolo fondamentale nelle articolazioni
e nei dischi intervertebrati; il
collagene di tipo III, presente nel derma e nelle pareti dei vasi sanguigni;il collagene di tipo
IV, che assume una struttura a reticolo con funzione di sostegno e forma la
membrana basale.
Recenti studi, hanno evidenziato che, da una
Glicazione difettosa, non enzimatica, salta il “controllo di qualità” e si possono
ripiegare errori funzionali.
Quest’ultimi, conducono inevitabilmente ad
aggregazioni inattese, che limitano la comunicazione e la funzionalità delle
cellule stesse, tanto da far insorgere infiammazioni e malattie degenerative. Si
tratta di modificazioni non fisiologiche, che generano una Glicosilazione
eccessiva, quindi avvolgimenti avanzati incontrollati. Gli anglo-sassoni
chiamano tutto questo processo Advanced Glycation End-products-added (più av.
AGE). L’AGE induce legami irreversibili delle molecole tra di loro che alterano
le proprietà fisico-chimiche e biologiche (Cross-Linked).
Questi legami nell’accumularsi sono i responsabili
d’irreversibili modificazioni fisiopatologiche. La generazione incontrollata
degli AGE, si lega anche alla formazione dei radicali liberi (ROS). Questo
doppio processo si chiama Glicossidazione e può portare, nel tempo, attraverso
un processo infiammatorio, alla compromissione della funzionalità di organi e
apparati, contribuendo, per quanto ci riguarda, ad un precoce invecchiamento.
Quindi, un’aumentata Glicosilazione del Collagene, causata da fattori esogeni
e/o endogeni, interferisce con le sue funzioni naturali, sino a ridurre la
mobilità e l’elasticità dei tessuti stessi!
Ora, la richiesta di prodotti e servizi per
l’Anti-Aging, in questa nostra nuova era, tra esigenze oggettive, moda e
interessi commerciali globali, ha registrato un aumento esponenziale.
L’invecchiamento non è certo una malattia,
ma i progressi scientifici, ci presentano metodi sempre più sofisticati, per
lavorare efficacemente sulla sua prevenzione. Con un approccio responsabile è
possibile godere oggi di benefici prima inimmaginabili. Le offerte
apparentemente illimitate in quest’ambito appaiono però disorientanti, senza
alcun rispetto di una longevità, sempre più incalzante, soprattutto in Italia,
in cui il tasso degli over 80 è aumentato negli ultimi vent’anni del 150%.
Per chi opera nel Comparto del Benessere si
tratta di un opportunità inaspettata da cogliere, anche a livello economico e,
per essere pronti professionalmente, si deve prendere coscienza di cosa sia
esattamente l’invecchiamento e di come esso possa essere contrastato. Ci si
deve aggiornare sempre e si debbono seguire studi scientifici rigorosi, se si
vogliono perseguire risultati sicuri e duraturi. Una cosa è certa, il più
grande vantaggio d’invecchiare, è conoscere, ogni giorno, meglio sé stessi. Le
aziende cosmetiche sono riuscite, fino ad oggi, a creare una narrazione
coinvolgente dei loro prodotti, anche grazie a sontuose scatole, peccato che
non ci sia nulla di vero, il packaging e il marketing sono molto più avanti
della verità!
Roma, 09-XI-2014.







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